lunedì 8 marzo 2010

Alberto Ronchey    あるジャーナリストの死 

今日2010年3月8日月曜日 Alberto Ronchey è morto 8 marzo 2010 aveva 83 anni.( 27 settembre 1926 - 8 marzo 2010 )

ジャーナリスト作家元文化大臣Alberto Ronchey アルベルト ロンケイ氏自宅にて83歳で死亡。このニュースが入りました情報確認等に厳しいジャーナリストだったとヴィットリオズッコーニ記者が懐かしそうに語っています。とても尊敬していたので来月このブログに載せる予定だったのですが、急ぎ彼の記事を追悼の意味で載せます。


1991年12月7日
土曜日付      La Repubblica

Alberto Ronchey ( 27 settembre 1926 - 8 marzo 2010 )

Si rovescia la storia per metà del mondo

L'EGIZIANO Boutros Ghali, successore del peruviano Pèrez de Cuéllar, è un personaggio senza precedenti al vertice dell'Onu. Il primo delsegretari generali, dal'45, era stato il norvegese Trygve Lie. Ora l'ultimo è un arabo, ma insieme un cristiano copto ammogliato a un'ebrea. Nello stesso tempo, anche la condizione dell'Onu è senza precedenti. Le " nazioni unite ", alle origini,erano in tutto 50. Oggi sono 159,moltiplicate dalla decomposizione del mondo coloniale specialmente in Africa, ma è prossimo l'ingresso nell'assemblea d'altre nazionalità indipendenti come Lituania, Lettonia, Estonia, Slovenia, Croazia e chissà quante ancora dopo la frantumazione dell'Urss e della Jugoslavia.
Il prestigio dell'Onu forse non fu mai alto come oggi, dopo la fine della guerra fredda e della paralisi provocata per lungo tempo dal veti sovietici. Ma l'assetto dell'istituzione appare contestabile o precario, poiché non corrisponde piu ai rapporti reali di forza mentre si rovescia la storia per metà del mondo. Dal '45 in poi nel governo effettivo dell'Onu, il Consiglio di Sicurezza, furono concesse rapprentanze permanenti e potestà di veto al cinque Stati vincitori della seconda guerra mondiale, Usa, Urss, Cina, Gran Bretagna, Francia. Ma ora l'Urss non esiste piu e chissà mai se in parte potrà ricomporsi, mentre il Giappone è la seconda potenza economica del mondo e la Germania unificata è la terza.
La comunità internazionale contempla, per cosi dire, qualche straordinario voltafaccia della storia. Di recente, il 23 novembre. Le Monde ha sollevato in termini espliciti la questione sottaciuta finora in ogni assise dell'Onu. Quanto a lungo ancora sarà possibile rinviare la concessione del seggi permanenti alla Germania e al Giappone, già dominanti con gli Stati Uniti nel G7, nel Fondo monetario, nella Banca mondiale, ma esclusi dal novero del potenti nel Consiglio di Sicurezza ?

O tre tutto, secondo un allarmato rapporto di Pérez de Cuéllar, l'Onu versa in una paralizzante crisi finanziaria, mentre deve provvedere a costose operazioni peacekeeping e missioni umanitarie, dall'Irak alla Cambogia e alla Jugoslavia che sprofonda con la fuoriosa guerra servbo -croata.

Già un anno fa, Tokyo ha fornito un terzo del finanziamenti necessari per l'operazione di " polizia internazionale " nel Golfo, mentre i componenti elettronici essenziali dei missili Patriot e dei teleguidati carri d'assalto M-I Abrams erano made in Japan.

Sarà inevitabile concedere il conveniente seggio nel governo dell'Onu al "generale yen" in tempi ragionevoli, anche se non subito. Sul momento, infatti, ricorrono cinquant'anni dall'agressione di Pearl Harbor, 7 dicembre '41, quanto i giapponesi distrussero d'un colpo l'imponente flotta degli Stati Uniti alla fonda nelle Hawaii per conquistare in un anno lo sconfinato impero del Pacifico da Hong Kong a Jakarta, passando per Manila, Rangoon, Bangkok,Singapore, alla ricerca di petrolio, carbone, ferro, gomma, riso. L'America ricorda , come lo defini Roosevelt, fra storici rancori e nuovi timori dinanzi all'invasione della merceologia Toyota e Minolta o Sony e Panasonic. Il Giappone si scusa, ma dopo mezzo secolo vorrebbe " dimenticare Pearl Harbor " mentre le sue industrie sospendono con una stratega coordinata ogni pubbblicità negli Stati Uniti per tutto il tempo delle rievocazioni.

Quel 7 dicembre, secondo i giapponesi, fu penalizzato abbastanza da eventi come le stragi atomiche di Hiroshima e Nagasaki, la resa incondizionata del'45, l'occupazione militare fino al'50, seguiti da quarant'anni di pace. Anche se questa pace, sostiruendo le competizioni commerciali alle battaglie navali, ha cancellato e in parte rovesciato le sorti della guerra. Invece che mandare a picco le flotte, ora il Giappone del "generale yen" tiene a galla l'intero arcipelago delle Hawaii , mentre i piu ricchi quartieri di Honolulusomigliano al snobborghi residenziali di Osaka. Anzi, decimati dagli orgogliosi keiretsu nipponici gli american manufacturers in tante aree tecnologiche, il capitale del Kabuto-cho è proprietario d'innumerevoli " pezzi celebri d'America ", del Rockefeller Center di New York alla Columbia Pictures di Los Angeles.
Simile per qualche aspetto è il fenomeno della Germania , ridotta nel'45 dalle spietate guerre hitleriane al suo , quindi scissa fra capitalismo e stalinismo finchè il miracolo economico dell'Ovest ha soverchiato il Panzerkommunismus dell'Est. Ora, poco piu d'un anno dopo l'unificazione a riscatto finanziario con le province orientali e due anni dopo la caduta del muro berlinese, già cambia lo scenario dell'economia oltre l'Elba, malgrado il temporaneo e inevitabile trauma della disoccupazione di massa. La svolta decisiva è attesa per il '92, quando potranno produrre a pieno ritmo le nuove fabbriche dalla Siemens alla Volkswagen e saranno all'opera i grandiosi piani di conversione infrastrutturale, ferrovie, strade, aeroporti, telecomunicazioni.

( 略 )
(このあと
記事の半分はソ連ロシア関連なのでカットします、すいません)

2010年3月8日月曜日付      La Repubblica のサイトより

ジャーナリスト作家元文化大臣アルベルト ロンケイ氏自宅にて83歳で死亡のニュース 

Vittorio Zucconi 記者が語るロンケイ師の思い出

http://www.repubblica.it/politica/2010/03/08/news/ma_non_era_italiano-2559671/

合掌